Un atto di compravendita si crea attraverso un ordine dell’acquirente e la sua accettazione o conferma da parte del venditore. L’esecuzione di un tale accordo o contratto avviene tramite consegna e pagamento e ciascuno dei predetti elementi giuridici è valido e indipendente dagli altri. Questo principio ha come conseguenza che, con la consegna del bene ordinato e confermato, l’acquirente ne rimane proprietario anche senza aver effettuato il dovuto pagamento.

È possibile evitare questo effetto in negativo con la cosiddetta clausola di riserva di proprietà, anche detta: riservato dominio. Tramite questa il venditore si riserva la proprietà del bene fino all’avvenuto pagamento.

Una tale clausola è ben conosciuta anche in Italia, anche se poco usata. Purtroppo troviamo spesso questa clausola indicata sulla fattura, dove però non crea più alcun effetto, dal momento che a contratto concluso nessuna parte può aggiungere unilateralmente una clausola precedentemente non convenuta.

Pur non essendo una clausola vessatoria (art. 1341 c.c.), il patto di riservato dominio richiede il rispetto di alcune formalità, ad esempio la forma scritta con data certa. Il Codice Civile italiano si applica automaticamente agli affari tra un venditore italiano ed un acquirente tedesco (regolamento CE Nr. 593/2008 del 17/06/2008, art. 4 (1) a) a meno che le parti provvedano a scegliere altre norme, ad esempio la legge tedesca. 

Il sistema di far disciplinare un atto di compravendita italo-tedesco dalla legge tedesca non solo è molto semplice, ma porta anche alcuni vantaggi al venditore italiano:

1)

La conclusione di un atto di compravendita può avvenire anche senza una firma o specifica accettazione da parte dell’acquirente: il committente che non si oppone alla conferma d’ordine ricevuta dal commissionario segnala tacitamente il suo assenso (tacito assenso). Pertanto nell’ambito di un rapporto in essere, anche se nuovo, il silenzio vale come accettazione. Pertanto è sufficiente confermare l’ordine di un cliente tedesco con una clausola come ad esempio: “Per questo atto di compravendita e la sua esecuzione vale la legge tedesca”.

La forma più elegante è confermare un ordine in base alle condizioni generali di vendita e consegna del venditore (in tedesco o inglese!), tra le quali si trova la clausola sulla legge applicabile.

2)

L’offerta rivolta al cliente tedesco che la compravendita di merci avviene in base alla legge tedesca è logicamente un valido strumento di marketing, oltre a fornire i vantaggi elencati di seguito.

3)

Per stabilire un valido patto di riserva di proprietà non occorre la firma dell’acquirente, ma semplicemente il suo silenzio alla conferma d’ordine con la rispettiva clausola sulla riserva di proprietà.

Si capisce che in caso di un conflitto oppure in caso di fallimento dell’acquirente che non ha provveduto al pagamento, il ritiro della merce rimasta proprietà del venditore ha un valore limitato. Però il vero senso della riserva di proprietà nelle varie forme stabilite dalla legge tedesca è diverso, specialmente nel caso del fallimento del cliente:

  • La riserva di proprietà semplice riguarda solo la merce ancora nel magazzino del cliente.
  • La riserva di proprietà prolungata si estende al bene già venduto da una parte terza, se questa non ha ancora pagato. Come effetto di questa forma di riserva di proprietà il venditore ha il diritto di esigere il pagamento dalla parte terza.
  • La riserva di proprietà estesa si estende al bene già lavorato o combinato con prodotti di terzi. In caso di fallimento dell’acquirente tedesco il venditore italiano che ha una tale clausola ha diritto di entrare in un cosiddetto “pool di creditori” con una solida speranza di recuperare tutto il suo credito o almeno una grande parte di esso.

Conclusioni

L’investimento nella redazione della corretta clausola di riserva di proprietà, meglio in un testo completo in forma di condizioni generali di vendita, rende più sicuri gli affari sul territorio della Repubblica Federale Tedesca e protegge i crediti, anche in caso di fallimento del cliente tedesco.