Impegni contrattuali senza un documento firmato?

Tipica risposta all’avvocato che richiede i documenti su un contenzioso in corso con un agente tedesco: “non abbiamo firmato niente, quindi non ci siamo impegnati”.

Si tratta di un classico errore, in quanto un rapporto contrattuale tra un fabbricante italiano e un agente tedesco inizia quando viene consegnata a quest’ultimo una prima campionatura e l’agente comincia a raccogliere i primi ordini.

Un accordo verbale porta le parti a un contratto di fatto che viene disciplinato dalle norme vigenti in materia di agenzia.

L’agente ha diritto alle provvigioni stabilite o a quelle “di mercato” e la risoluzione del contratto su iniziativa del preponente causa il diritto dell’agente a un indennizzo (risarcimento in caso di mancato rispetto del preavviso) e all’indennità di fine rapporto.

Quale legge si applica e qual è il foro di competenza in caso di controversie relative a un contratto di fatto tra l’agente tedesco ed il preponente italiano?

Senza un accordo tra le parti il regolamento CE del 17/06/2008 (Roma I) prevede che ai contratti sulla prestazione di servizi si applichi la legge dello stato dove i servizi vengono prestati. Pertanto nel caso di un agente tedesco valgono le norme dell’Handelsgesetzbuch (Codice Commerciale tedesco). Queste norme sono simili, anche se non uguali, agli articoli 1742-1753 del Codice Civile italiano.

Di più elevata importanza invece è la questione del foro di competenza per risolvere le controversie. Senza un accordo tra le parti valgono le norme del regolamento CE Nr. 1215/2012 che stabiliscono:

– la competenza generale presso la sede della parte convenuta
– la competenza del luogo dell’esecuzione di contratti o della prestazione di servizi.

In ogni caso la competenza per una causa contro l’agente tedesco spetterebbe ad un Tribunale in Germania.

In conclusione: il fabbricante italiano deciso ad evitare un contenzioso con l’agente tedesco in Germania e sulla base della legge tedesca, deve concludere un contratto che stabilisca l’applicazione della legge italiana e il foro di competenza presso la sede del preponente.

I compiti dell’agente

L’esperienza insegna che risulta una pericolosa illusione affidare un mercato a un agente e pensare di aver risolto le vendite nel rispettivo territorio.

Secondo la legge (sia tedesca che italiana) l’agente ha il solo compito di promuovere affari e di favorire la conclusione di contratti. Nient’altro!

La legge non prevede che l’agente debba

– visitare i clienti prima e dopo la vendita
– relazionare la sua attività al preponente e/o
– partecipare a fiere.

Pertanto non è solamente consigliabile ma assolutamente indispensabile fissare i compiti dettagliati dell’agente (istruzioni ragionevoli) in un contratto scritto.

Dal momento che il rapporto contrattuale con un agente può rivelarsi fonte di un piacevole successo ma anche di grandi perdite, si capisce la necessità di far redigere un perfetto contratto scritto, che rispetti le norme vigenti e protegga gli interessi del preponente, da parte di uno specialista con esperienza.

L’importanza del rapporto tra il venditore italiano e l’acquirente tedesco

L’agente tedesco ha la funzione di portavoce del venditore italiano. Però ci sono alcuni motivi per cui è opportuno non rinunciare ad un contatto diretto tra le parti di una compravendita.

Un atto di compravendita è composto da un ordine del cliente e da una conferma d’ordine da parte del venditore. Questo rapporto contrattuale viene disciplinato dalle norme vigenti e spesso le parti non sanno se applica la legge tedesca o quella italiana.

È consigliabile non fidarsi delle norme vigenti ma di informare il contraente, oltre che dei dati tecnico-commerciali del caso concreto, delle regole generali che valgono tra le parti con delle condizioni generali di vendita e consegna.

Queste condizioni generali sono di una rilevante importanza anche per un altro motivo: un’impresa tedesca che compra merce in Italia conferisce l’ordine quasi sempre con una breve dicitura: “Wir bestellen aufgrund unserer Allgemeinen Einkaufsbedingungen” (l’ordine è effettuato sulla base delle nostre Condizioni Generali di Acquisto).

Le condizioni generali di acquisto di un cliente tedesco prevedono quasi sempre l’applicazione della legge tedesca e il foro di competenza in Germania. L’impresa italiana che non contrappone le proprie condizioni generali di vendita rischia di accettare (in certi casi anche tacitamente) le regole di controparte.

Per concludere un esempio: il cliente tedesco non conosce il contratto di rappresentanza tra il fabbricante italiano e il suo agente tedesco, contratto che generalmente esclude il diritto dell’agente all’incasso del prezzo di vendita. Per evitare un tale incasso (fonte di un contenzioso tra preponente ed agente) va inserita nelle condizioni generale di vendita una clausola che “pagamenti a terzi non hanno un effetto liberatorio”.