In qualità di avvocato tedesco dedito in larga misura al recupero crediti per le aziende italiane, devo purtroppo constatare che la perdita di un credito è spesso “fatta in casa” e potrebbe essere evitata dal creditore stesso anche in collaborazione con il proprio avvocato italiano.

Quali mezzi ha quindi a disposizione l’azienda italiana per migliorare la gestione dei propri crediti nei confronti dei clienti tedeschi?

1. Informazioni precise sul cliente e la forma giuridica della sua azienda

Spesso gli ordini vengono stilati durante le fiere o inoltrati dagli agenti di commercio. In questi casi i dati relativi al cliente non sono sempre completi o corretti.

Se il sig. “Peter Meier” è titolare di una ditta individuale o amministratore di una GmbH (s.r.l.) la differenza è notevole. Quale imprenditore italiano conosce esattamente, poi, la differenza tra una Offene Handelsgesellschaft (OHG) e una società in accomandita (Kommanditgesellschaft, KG)? Cosa significa GmbH & Co. KG?

Errori di fatturazione alla consegna possono comportare dei problemi nel far valere i propri diritti alla riscossione del credito.

Informazioni esatte sui clienti sono facili da reperire ma non sono per tutti facili da interpretare. Chi può essere di aiuto in questo caso?

2. Uno stretto rapporto con un avvocato di fiducia in Germania

Con l’ausilio di internet è facile al giorno d’oggi trovare un avvocato all’estero. Tuttavia non si sa mai con chi si avrà a che fare. Di certo più rassicurante è rivolgersi su raccomandazione ad un avvocato che gode di una buona reputazione.

Anche con l’intermediazione del proprio avvocato italiano è possibile creare un’efficiente collaborazione “tra colleghi”.

In ogni caso si consiglia non solo di creare ma anche di curare costantemente la collaborazione con l’avvocato tedesco, di modo che ogniqualvolta egli debba intervenire, spesso con urgenza, non debbano essere espletate tutte le formalità della formazione di un mandato.

L’avvocato tedesco in continua collaborazione con il proprio cliente saprà consigliare, anche nel proprio interesse, tutti gli accorgimenti atti al mantenimento del credito.

3. La pericolosa cortesia di innumerevoli solleciti

Le aziende tedesche, sia grandi che piccole, sono di norma ben organizzate e sanno quando una fattura deve essere pagata. Se il debitore viene sollecitato al pagamento provvede di norma subito al saldo dell’importo ancora aperto.Pertanto non è né necessario ne consigliabile dopo un primo sollecito mandarne un secondo, un terzo e così via fino al quinto o al sesto.

Nota bene: tanto più numerosi sono i solleciti, tanto minore diventa la disponibilità al pagamento del “debitore-esperto”.

Anche un sollecito tramite l’avvocato italiano, sia esso scritto in italiano, inglese o tedesco, non sarà di aiuto se il debitore tedesco non può o non vuole pagare.

Pertanto il recupero di una fattura impagata deve diventare competenza dell’avvocato tedesco al più tardi un mese dopo la sua scadenza. Se nell’arco di 2-3 settimane egli non riesce a recuperare il credito in via extragiudiziale, è necessario procedere con un atto di citazione.

4. Ingiunzione e azione legale

Il ricorso per ingiunzione non è consigliabile. La Pretura notifica al debitore, oltre al decreto, un foglio da firmare per opporsi contro il decreto (senza dover apporre alcuna motivazione). Fine!

È più opportuno procedere immediatamente con una causa civile tramite la notifica di un atto di citazione. Una tale causa può avere una durata anche di un solo mese.

Per togliere un’illusione va precisato che il giudice tedesco non attribuisce ad una fattura commerciale italiana il valore di una prova di un credito riconosciuto ed esigibile. Per giudicare la validità di un credito servono l’ordine del cliente e la conferma d’ordine del venditore, documenti che contribuiscono a formare il contratto. Per questo motivo si consiglia vivamente di non rinunciare mai a produrre questa documentazione.

Nota bene: Gli accordi verbali sono pericolosi. Pertanto la conferma d’ordine dovrebbe escludere esplicitamente (magari in forma di condizioni generali di vendita) accordi o patti accessori che non siano in forma scritta.

5. Conviene affidare l’azione di recupero del credito ad una agenzia o società di factoring?

È seducente l’idea di delegare la gestione dei propri crediti ad un outsourcing come le agenzie di recupero crediti o factoring.

Tuttavia bisogna considerare che queste strutture a causa della molteplicità dei casi loro affidati tendono più ad amministrare le pratiche che a seguirle. Oltre alla presentazione delle fatture non pagate non sono conosciute e considerate le circostanze uniche e particolari di ogni singolo caso e il creditore non ha contatto diretto con l’avvocato che deve recuperare il credito su delega del factor o dell’agenzia di recupero crediti.

Consiglio: il creditore dovrebbe tenere sotto il proprio diretto controllo sia l’intervento extragiudiziale che l’azione legale di recupero del credito.

6. Accomodamenti, transazioni, accordi amichevoli

Ci sono dei casi, ad esempio il peggioramento della situazione finanziaria di un debitore tedesco, che invitano ad accettare un compromesso invece di insistere sulla copertura totale di un credito, inclusi interessi di mora e spese.Tuttavia anche una tale chiusura bonaria può risultare pericolosa, per esempio:

  1. se viene concesso un pagamento rateale, allora deve essere inclusa nell’accordo una clausola risolutiva. Altrimenti è esigibile sempre solo il diritto alla singola rata.
  2. se viene riconosciuto un reclamo e concessa una riduzione del credito, allora bisogna che il debitore rinunci ad ogni altra pretesa. Senza una clausola di questo tipo egli potrebbe compensare il debito rimanente con pretese al risarcimento del danno.

Risulta evidente che la stesura di un tale accordo scritto è competenza dell’avvocato esperto che successivamente vigilerà anche sull’effettiva esecuzione dello stesso.